Cultura Stampa
Provincia di Brindisi - Territorio di Brindisi

Istruzione

Biblioteche

Ricerca

L'Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente è presente a Brindisi fin dai primi anni Novanta con uno sportello tecnologico. Nel 2001 l'ENEA ha consolidato la propria presenza a Brindisi, rilevando le strutture del Centro Nazionale per la Ricerca e lo Sviluppo dei Materiali (CNRSM) e creando un proprio Centro di ricerca all'interno del Campus "Cittadella della Ricerca" ubicato sulla Strada Statale 7 Via Appia.

Attualmente operano nel Centro l'Unità Tecnico Scientifica Materiali e Nuove Tecnologie (MAT), l'Unità Tecnico Scientifica Fusione (FUS), l'Unità Tecnico Scientifica Tecnologie Fisiche Avanzate (FIS) e il Progetto Speciale Clima Globale (CLIM).

Scuole

Da segnalare la presenza a Brindisi dell'Istituto tecnico nautico (44 in tutta Italia).

Università

Musei

Letteratura


San Lorenzo da Brindisi, dottore della Chiesa

A Brindisi nacque Marco Pacuvio, drammaturgo, la cui produzione fu esclusivamente tragica; ci sono stati tramandati infatti dodici titoli di fabulae cothurnatae e vari frammenti tratti da singole tragedie. Pacuvio scrisse anche una fabula praetexta, cioè una tragedia di ambiente romano, il Paulus, avente per protagonista Lucio Emilio Paolo, il vincitore a Pidna.

Importante la presenza a Brindisi nel I secolo a.C. del mecenate Lenio Flacco che aveva trasformato la sua casa, posta sulle colline settentrionali del porto, in un cenacolo di cultura: ospitava artisti, letterati, scienziati e poeti, tra cui Orazio e soprattutto l'amico fraterno M. Tullio Cicerone, in particolare in occasione del suo esilio del 58 a.C. A Brindisi soggiornò Virgilio durante la stesura dell'Eneide e vi trovò la morte nel 19 a.C.

Aulo Gellio nelle Noctes Acticae, tra il serio e il faceto, parla di Brindisi come di una città dove la cultura era ampiamente diffusa e dove si potevano trovare a buon prezzo testi in lingua greca.

Non vi è traccia delle opere di una Clodia Anthianilla, giovanissima poetessa brindisina, di cui si conserva solo una statua (proveniente dall'area del foro della città) con il basamento che reca un'iscrizione elogiativa di rara commozione.

Lupo Protospata compilò nel XI secolo un Chronicon: se non fu con certezza un brindisino, era comunque un pugliese. I più bei versi dedicati a Brindisi furono composti dall'imperatore Federico II, che così cantò la città che riteneva la capitale di tutte le città di mare: Filia Solis, ave, / nostro gratissima cordi.

Nel XVI secolo la città diede i natali a un letterato che ebbe fama a Venezia: Lucio Scarano fu anche un filosofo e fu tra i fondatori dell'Accademia Veneziana (1593).

Eruditi, scrittori di cose religiose o autori di storie locali furono tra Cinquecento e Seicento Nicola Taccone (XVI secolo), che fu poeta in lingua latina, Giovan Battista Casimiro (XVI secolo), l'arcivescovo Giovanni Carlo Bovio (1522-1570), il gesuita Lelio Fornari (15451612), Teodoro Monetta (15561620c.), Giovanni Maria Moricino (1558-1628), il santo cappuccino Lorenzo da Brindisi (1559-1619), il francescano Bernardino Selvaggi (1600c.-1679).

L'arcivescovo Annibale De Leo (1739-1814), uomo di grande cultura, ha legato il suo nome al Codice Diplomatico Brindisino, ma fu autore anche di diversi scritti di profonda erudizione ed ebbe contatti con i maggiori studiosi del tempo.

La poesia vernacolare ha avuto i suoi massimi esponenti in Agostino Chimienti (papa Ustinu) (18321902) e Pasquale Camassa (1858-1941), esempi emulati da Giovanni Guarino (autore di testi per le canzoni dialettali più popolari) e, in tempi più recenti, da Alfredo Galasso, Luigi De Marco, Ennio Masiello e Attilio Mingolla.

Musica e Teatro

La musica e il teatro a Brindisi non hanno mai caratterizzato sensibilmente la vita culturale della città, seppur rilevanti risultino le varie compagnie di teatro di tradizione teatrale che in alcuni periodi dell'anno riportano scene quotidiane e dialetti del passato sul palcoscenico. Non avendo mai ospitato istituti di formazione teatrale e musicale riconosciuti la città vive queste due arti semplicemente valorizzando l'impegno di brindisini riuniti in compagnie amatoriali particolarmente affezionati alla propria terra. Malgrado ciò, nell'ultimo secolo Brindisi ha dato i natali a importati personalità della musica e del teatro i cui successi nel mondo rimandano anche alle loro origini.

Personalità della Musica e del Teatro legate a Brindisi

Media

Radio

Un'importante realtà brindisina è CiccioRiccio, emittente radiofonica storica e che è ascoltata in tutta la Puglia, Basilicata, parte del Molise, Campania e Calabria.

Sede nella città ha anche Radio Dara, nata nel 1980 da un progetto partito in un seminario, oggi trasmette in tutta la provincia.

Stampa

Per quanto riguarda la stampa, presente la Gazzetta del Mezzogiorno con la redazione della Gazzetta di Brindisi, venduta in tutta la provincia.

Il Nuovo Quotidiano di Puglia, giornale del Salento, che ha anch'esso una redazione provinciale a Brindisi.

Altri quotidiani che hanno sede in città sono Senza Colonne e BrindisiSera.

Televisione

Brindisi ospita alcune emittenti televisive come Teleradio Agricoltura e, la più importante, Puglia TV che ha cominciato a trasmettere nel gennaio del 1988 a Brindisi e nella sua provincia. L’autorizzazione è stata concessa dal Ministero delle Comunicazioni e sono iniziate le prove in digitale terrestre.

A Brindisi vi sono degli studi di TV locali che hanno sede in altre città. È il caso di BS Television (con sede a Taranto), emittente che nasce nel 1987 e che nel 1994 ottiene dal Ministero delle Telecomunicazioni la concessione di emittente commerciale. Alcuni programmi del palinsesto sono trasmessi anche da Puglia Channel (canale dalla piattaforma Sky). Altre emittenti che hanno base nella città sono Studio 100 Tv, nata nel 1978 a Taranto, che trasmette in tutte le province salentine, e Telerama, emittente fondata a Lecce e avente sede anche a Lecce e Taranto.

Cucina


Li Stacchioddi - le orecchiette

La cacioricotta

Melanzane

Tarallini

Grappolo di uva rossa

La cucina brindisina presenta numerosi prodotti della tradizione agricola e del mare.

È una cucina povera per gli ingredienti usati, a partire dalla farina poco raffinata oppure di orzo, meno costosa di quella di grano. Per l'uso di verdure coltivate e selvatiche che la terra salentina può offrire, insieme con gli altri prodotti della terra come le lumache. Per l'impiego di pesce azzurro, oggi rivalutato, ma un tempo l'unico pesce che la popolazione poteva permettersi. Per la scarsità dei piatti a base di carne troppo costosa per i contadini.

Tra le ricette tipiche meritano di essere ricordate, in particolare "li pettuli" (frittelle di pasta lievitata da gustare dolci o salate magari ripiene di baccalà o acciughe, di cavolfiore o broccoli), "tajedda di riso patani e cozzi" (riso, patate e cozze al forno), zuppa di pesce, purè di fave, fave e cozze, "cozze racanate", "scuma ti mari" (bianchetti).

Bevande alcoliche, distillati, liquori

Formaggi

I formaggi brindisini sono per lo più di origine ovina, data la diffusione dell'allevamento delle pecore e delle capre. Nella stagione estiva si producono il cacioricotta, che si può consumare fresco o stagionato per qualche mese in modo che assuma un sapore più deciso e il caciocavallo.

Tipici della stagione invernale sono invece il formaggio pecorino, la ricotta e la ricotta forte (o ricotta 'scante per via del sapore che pizzica il palato). Quest'ultima si presenta come una crema spalmabile e si ottiene dalla fermentazione della ricotta. Viene impiegata per insaporire il ragù o spalmate sulla bruschetta.

I formaggi freschi i più diffusi sono la burrata, la giuncata, la manteca, la mozzarella o fiordilatte.

Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Le verdure sono il vero protagonista della dieta tradizionale del Salento. Secondo la stagione, si trovano le cime di rapa, vari tipi di cavolo (verze, mùgnuli, ossia broccoli, cavolfiori, cavoli cappuccio), le bietole da erbette, il cardo, i peperoni, le melanzane e le zucchine (tutti serviti secchi al Sole o sott'olio), i carciofi di cui Brindisi è grande produttrice. Numerose sono anche le verdure selvatiche impiegate nella cucina tradizionale: le cicorie selvatiche, il tarassaco (o zangune), gli asparagi selvatici (preparati sott'olio), la senape selvatica, i cardi selvatici, i lampascioni detti anche pampasciuni o pampasciuli, i capperi. I funghi, pure spontanei, sono essiccati sole o serviti sott'olio.

Frequentissimo, nella cucina brindisina, è anche l'impiego di pomodori verdi o maturi: questi ultimi sono impiegati principalmente per la salsa di pomodoro, ma vengono consumati anche sott'olio, dopo un processo di essiccamento naturale. Significativo è anche il consumo di olive nere e verdi, schiacciate o in salamoia. Infine, diffusi sono anche legumi, quali i fagioli, i ceci, i piselli e le fave, da consumarsi fresche in primavera o secche durante la stagione invernale.

Tra le specialità preparate con la frutta si menziona la cotognata, il cotto di fico e i fichi secchi (preparati con un ripieno di mandorle), marmellata di arancio e limone e marmellata di fichi.

Paste fresche e prodotti della panetteria, pasticceria, confetteria

La pasta, come il pane, viene prodotta con farina poco raffinata e, quindi, assume un colorito scuro. Oggi si utilizzano anche farine di semola rimacinate mescolate in una certa percentuale con la farina tradizionale che, comunque, resta fondamentale. Tra i piatti tipici troviamo le lagane con legumi e, naturalmente, pasta al sugo: cavatelli, le celebri orecchiette (stacchioddi in dialetto brindisino), i ravioli con ripieno di ricotta.

Per quanto riguarda il pane, importanti specialità sono quello di grano duro, pane di semola e pane di orzo. Per la produzione del pane si utilizza il lievito naturale (detto criscituni) e la cottura avviene nel forno di pietra, utilizzando fascine di rami di ulivo che danno al pane un profumo particolare. Una tipologia tradizionale è il pane con le olive (detto anche puccia). Quest'ultimo è realizzato con una farina di grano molto più raffinata rispetto al pane semplice al quale vengono aggiunte olive nere di dimensioni piccole.

Fra i prodotti da forno importantissima anche la frisella, una sorta di pane duro disidratato, che serviva per essere conservato a lungo in casa; i taralli e i tarallini, anch'essi facilmente conservabili per lunghi periodi. Tipiche anche le focacce: le pucce e le uliate.

Tra i dolci brindisini il posto centrale è occupato la pasta di mandorla, ottenuta dalla macinazione di mandorle sgusciate e zucchero. Di solito con marmellata, che tipicamente è la cotognata o la mostarda, ossia marmellata d'uva di varietà negroamaro. Un'altra specialità sono le cartellate, dei nastri di una sottile sfoglia di pasta, ottenuta con farina, olio e vino bianco, unita e avvolta su se stessa sino a formare una sorta di "rosa" coreografica con cavità e aperture, che poi verrà fritta nell'olio. La ricetta tipica e con il vincotto tiepido o miele, e poi spolverate con cannella, zucchero a velo o confettini colorati.

Vino


I comuni membri dell'Appia dei vini

Nel territorio di Brindisi è possibile produrre Aleatico di Puglia Doc, Ostuni Doc, Brindisi Rosso DOC, Brindisi Rosato DOC e Puglia Igt.

Lungo la Strada Appia dei vini, di cui il comune è membro, esistono varietà indigene di vitigni:

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